Struttura archivistica

Presso l’archivio comunale di Villastellone sono conservati l’archivio storico comunale (1507-1999) e altri importanti archivi: Scuola materna “Principessa di Piemonte” (1871-1979), Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e Infanzia (1931-1978), Opera Nazionale Balilla (1937), Opera Generale dei tagli (1765-1853), Consorzio Strada Pellabue (1955-1959), Tribunale di Villastellone (1752-1881), Giudice Conciliatore (1886-1941). In archivio sono anche presenti una parte del fondo appartenente all’Opera Pia Regio Albergo Santa Croce (1873-1962) e i fondi dell’Ente Comunale di Assistenza e della Congregazione di Carità, che però non sono ancora inventariati. Per consultare i documenti on line da questo sito si deve aprire la struttura gerarchica dell’archivio organizzata per fondi, serie, sottoserie e unità archivistiche (fascicoli, volumi, registri). Nel caso dell’archivio comunale vi sono anche le Categorie e le classi in quanto la struttura di questo fondo è la seguente: 73 serie tipologiche, ma la serie del carteggio amministrativo è divisa in quattro partizioni, ovvero periodo antico fino al 1799, periodo napoleonico, periodo post francese fino al 1897 e periodo post 1897. I primi tre periodi sono organizzati per materie, l’ultimo è organizzato secondo le XV categorie previste dalla circolare Astengo del 1897. Le unità archivistiche sono 1.686.

Storia archivistica

Dal 2011 la Regione Piemonte – Settore biblioteche, archivi e istituti culturali, insieme con i comuni aderenti al progetto Polo Archivistico Torino Sud. Servizi archivistici in rete, conservazione e valorizzazione, Cambiano, Baldissero, Poirino, Trofarello, Villastellone con capofila il Comune di Chieri, ha investito molto nell’attività di salvaguardia e catalogazione del patrimonio storico degli archivi comunali. Il Comune di Villastellone ha poi continuato quest’opera di salvaguardia investendo un poco ogni anno e, dopo aver traslocato l’archivio storico nei locali ristrutturati ubicati di fronte al museo, ha permesso che i documenti fossero schedati informaticamente, condizionati in idonei faldoni e collocati su adeguati scaffali. Il tutto in accordo con la Soprintendenza Archivistica del Piemonte e della Valle d’Aosta. Questi investimenti hanno sempre avuto come fine ultimo quello di tutelare il patrimonio, ma anche quello di valorizzarlo e renderlo fruibile attraverso una banca dati consultabile online. Infatti valorizzare un archivio significa necessariamente metterlo a disposizione della collettività sul web, adottando un software che permetta la consultazione, la ricerca e i collegamenti con altri patrimoni archivistici (per esempio quelli presenti sui portali del Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo). Per un’adeguata fruizione è fondamentale poter visualizzare i documenti e quindi il comune sta investendo ora sulla digitalizzazione delle carte maggiormente significative. Questa operazione comporta un’adeguata selezione delle carte di particolare rilevanza storica, l’acquisizione delle immagini e dei relativi metadati, l’accoppiamento delle digitalizzazioni con la scheda di riferimento dell’inventario. In tal modo l’utente dell’archivio può leggere online il documento di suo interesse.